YOUNG MAPPERS IN CAMMINO SULLA VIA FRANCIGENA 5 giorni 4 notti

CAMPUS

YOUNG MAPPERS 

IN CAMMINO  SULLA VIA FRANCIGENA

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CAMPUS

YOUNG MAPPERS 

IN CAMMINO  SULLA VIA FRANCIGENA

Gli aspetti positivi del camminare nella natura sono innumerevoli. I ragazzi, i bambini, anche i più piccoli, non sono più abituati a muoversi, ma la conseguenza è  sovrappeso, apatia, ansia, disattenzione, difficoltà a concentrarsi, depressione, insicurezza.

Abituarli a camminare nella natura, li aiuta a crescere in modo armonioso, influenzando positivamente la loro salute fisica e mentale. Camminare stimola la circolazione, amplia la  capacità respiratoria, con effetti benefici anche sulla mente.

Il soggiorno  e’ indicato per tutti  coloro che hanno una preparazione alla camminata e  al movimento in genere. I percorsi  proposti sulla via Francigena hanno una durata di 3 – 4 ore, con un massimo giornaliero di 12 km.

Periodo giugno/luglio 2020

Eta’ consigliata 12 16 anni

Minimo 16  partecipanti a turno

Accompagnatori per tutto il campus n. 2

A 50 minuti da Roma, all’ interno di uno storico palazzo dei primi dell’800, l’hotel è situato nel centro del borgo medievale

CAMPUS YOUNG MAPPERS  IN CAMMINO  SULLA VIA FRANCIGENA

PROGRAMMA 5 GIORNI 4  NOTTI

1’ Giorno domenica 

Arrivo a Capranica nel pomeriggio, ore 17 sistemazione in albergo accoglienza e sistemazione, riunione informativa sulle attività proposte durante la settimana, cena e  visita del centro storico di Capranica, pernottamento in htl.

2’ giorno lunedì  Capranica Sutri  KM 8,400 solo andata

Colazione e partenza a piedi per Sutri .  Ritorno in bus locale 20 minuti.Pranzo al sacco. Cena e pernottamento in htl.  Mappatura del Territorio con bussole e cartine.

3’ giorno martedì  (Cura di Vetralla  – Capranica Km 12,00)

Colazione e partenza in bus per Cura di Vetralla, ritorno a piedi per Capranica   Pranzo al sacco, Mappatura del Territorio con bussole e cartine, cena in ristorante, pernottamento in htl .

4’ giorno  mercoledì  (Sutri – Monterosi 12 Km Dislivello 150 mt) 

Colazione e partenza in bus per Sutri, partenza a piedi per Monterosi, ritorno  con trasferimento in bus per Capranica. Mappatura del Territorio con bussole e cartine. In serata rientro in hotel. Cena e pernottamento.

5’ giorno giovedì colazione e partenza per il rientro.

IL Laboratorio durante i cammini:

“Diventiamo mappers, mappiamo il territorio ”

Mappare un percorso (o addirittura un territorio) non è attraversarlo a piedi e basta. Mappare è un una attività  divertente che dedichiamo agli altri affinché possano seguire le nostre tracce in futuro e godere della bellezza dell’Italia così come abbiamo fatto noi.

La soddisfazione è grande e anche la conoscenza del territorio che ne scaturisce è più profonda.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 465,00

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Tuscia a piedi per l’antica via – Oriolo Romano Trevignano Romano

Tuscia A piedi per l’antica via del Vero Amore: dal borgo dei boscaioli al borgo dei pescatori.

4 il borgoRegione : Lazio

Durata : 6h

Difficoltà :E

Natura : 75 %

Percorribilità: a piedi, in bici

INTRODUZIONE

Un percorso dall’alto valore contemplativo e rigenerativo in quanto attraversiamo un tempio naturale, un luminoso giardino di tronchi qual è la corolla di boschi che circondano a nord il Lago di Bracciano. In prevalenza costituite da faggi, queste foreste vetuste crescono a quote non usuali per questa essenza. La preziosità è stata riconosciuta a livello mondiale e una parte di esse è divenuto sito patrimonio dell’umanità UNESCO. Partiamo dal borgo nato nel tardo ‘500 per ospitare i taglialegna e,  usciti dai boschi, ci dirigiamo verso il borgo lacustre- di origine medievale ma con presenze fin dal tempo degli etruschi- passando da un’ altipiano dove con un colpo d’occhio incantevole abbracciamo tutto il lago coi suoi tre paesi.

Infine percorriamo tutto il bel  lungolago del borgo dei pescatori-ora fiorente cittadina residenziale/turistica –  e similmente ai boschi, le tranquille acque lacustri ci inducono a sentimenti di riflessione e serenità.

Ci piace pensare che anticamente questa via fosse percorsa reciprocamente dagli abitanti di questi due borghi alla ricerca di legna e cibo, ma anche di relazioni amicali e amorose e, a contatto con la Natura profonda, di interrelazioni e armonia con tutti gli esseri viventi.

Come recita lo stemma di Oriolo : “In questo consiste il Vero Amore”. Che, per naturale estensione diventa; Amore per la Bellezza, Amore per la Natura, Amore per la Terra e la sua ricchezza di Vita.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Il cammino inizia da Piazza Umberto I. Il lato settentrionale è dominato dal monumentale Palazzo Santacroce-Altieri che protegge dai venti freddi la parte più alta del paese, il cosiddetto  “Poggio”, costituito da tre vie parallele.

ORIOLO E LA SUA URBANISTICA

L’urbanistica è ispirata dagli ideali umanistici  del “principe illuminato” quale era  Giorgio III Santacroce che fondò Oriolo nel 1562, per permettere ai “capannari” – tagliatori di boschi che venivano in gran parte dall’Umbria e dalla Toscana- di edificare case salubri e coltivare le terre seguendo lo schema di un borgo felice. ” Che queste habbino almeno due parti in cui si possano aprire le finestre per poter sentire il sole e li venti che la purgano..”.

Strade larghe riparate dai venti, giardini sul retro delle case, diritti civici che agevolano il benessere degli abitanti; tutto per governare il proprio feudo con saggezza equilibrio e autonomia.

Le mura castellane si aprono verso est, scendiamo le scalette che le attraversano e passata la trafficata Via Claudia, ci dirigiamo verso la Chiesa- volutamente edificata fuori le mura per separare il potere civile dal potere ecclesiastico. Prendiamo la strada a sinistra della chiesa, Via Borgo Garibaldi; questa zona del paese è conosciuta semplicemente come “Borgo”; probabilmente le prime case dei  boscaioli vennero edificate qui, nella parte bassa del paese.

La strada, caratterizzata da case basse a schiera, è significamente orientata a nord-est in modo da mirare perfettamente Monte Raschio e la Faggeta. La percorriamo tutta, notando a mezza via, una appariscente grande volto di donna raffigurato su una grande vetrata di una casa; casa il cui numero civico contiene un otto, che, come ci racconta un membro del nostro gruppo -esperta sinologa- è un numero fortunato secondo la tradizione cinese. Lo prendiamo come un buon segno per proseguire.

Andando avanti attraversiamo anche la piccola Piazza Garibaldi e proseguiamo dritti; ora la strada scende, le case si diradano, la campagna prende il sopravvento. In cinque minuti siamo in località “Ponte”, un ampia radura in pendenza, anticamente usata per l’imposto del legname e ora usata in parte a pascolo e in parte come parcheggio.

5 indicazioni Cai

Siamo alle porte della Faggeta, prendiamo la strada sterrata a destra, in salita, indicata anche dai cartelli della sentieristica  come sentiero 260 direzione Trevignano. Fatti circa 350 m troviamo sx delle scalette in legno che ci introducono nell’area di sosta della Cerrattina- un bel fontanile con acqua potabile e tavoli- un bosco di Quercus cerri che aiutano a mantenere il microclima indispensabile alla Faggeta.

7 faggetaLA FAGGETA DI ORIOLO

Dal cartello posto in cima a Monte Raschio (542m)- sito UNESCO dal 7  luglio 2017- in occasione del riconoscimento a patrimonio mondiale dell’umanità di alcune delle foreste di faggio europee: “Monte Raschio è uno dei siti residui in ambiente mediterraneo da cui il faggio europeo si è diffuso dopo l’ultima era glaciale: un processo millenario tuttora in corso. Questa faggeta vetusta, con alberi maestosi di oltre 1m di diametro e 30 m di altezza, si estende per circa 80 ettari tra 400 e 550m s.l.m., a quote eccezionalmente basse rispetto alle faggete appenniniche. La sua presenza è resa possibile dal delicato equilibrio realizzato fra i fertili suoli vulcanici e l’umidità proveniente dal vicino lago di Bracciano e dal mar Tirreno  e,  grazie alla volontà di conservazione delle popolazioni locali.” 

Proseguiamo superando il fontanile e attraversando la cerrattina; questo sentiero interno un tempo era conosciuto come “La strada degli asini”, in quanto per gli animali caricati con la soma era più difficile- sopratutto in caso di pioggia e fango- percorrere la ripida pendenza sullo stradone forestale parallelo.

Ma ecco, finita la salita, i primi faggi e a dx il Grande Cerro, che, come un custode, ci introduce alla parte del bosco dominata dai faggi. Il sentiero, ben battuto, cammina parallelo alla strada forestale, al di là della quale si intravedono i castagni della confinante Tenuta Odescalchi. Continuando non ci vuole molto a incrociare un altro stradone, che, perpendicolarmente al nostro sentiero, attraversa la faggeta, proprio davanti al cancello della tenuta.

Quindi oggi facciamo un percorso alternativo e prendiamo quello che sembra un terzo sentiero che costeggia lo stradone. Di fatto torniamo indietro di alcuni metri e poi iniziamo a scendere tra i faggi. Non c’è un vero sentiero ma sono percepibili le tracce più usate per scendere, più o meno in direzione est. La discesa è breve e continuando a percorrere per alcune centinaia di metri questo cuneo di faggeta, arriviamo ad uno spiazzo dove converge anche la strada forestale parallela alla tenuta. Di fronte a noi la recinzione di un’altra Tenuta, quella di Vicarello, e una strada, che ignoriamo.

In lontananza vediamo la Faggeta di Bassano con le cime di Poggio Stracciacappello e Monte Termine. Andiamo a sx, attraversando una castagneta appena tagliata; passiamo su una traccia creata dal passaggio dei bikers, camminando tra i classici arbusti che crescono dopo un taglio boschivo. Da notare, appena si gira, il  cosiddetto Carpino ritorto- sulla nostra dx – un albero simbolo per chi frequenta questo bosco, albero che con la sua spettrale deformità si erge apotropaicamente a guardiano protettore di tutto il bosco.

Non ci vuole molto ad attraversare i 400 mt di castagneta e camminare di nuovo in faggeta. Andiamo avanti tra i grigi e luminosi tronchi seguendo facilmente la traccia di sentiero per altri 600 mt.

Ci troviamo ora all’imbocco di un fosso in un punto particolare del nostro percorso: sulla nostra dx la recinzione della tenuta di Vicarello, nel territorio di Bracciano; davanti il fosso che va in direzione di Fonte Vitabbia, in territorio di Bassano. Un punto dove convergono i confini di tre paesi e due province.

E qui che la nostra traccia si ricongiunge con il futuro sentiero Cai che arriverà da Fonte Petrella. Scendiamo nel fosso, intimo e suggestivo, con gli alberi a fare da tetto.

Secondo i periodi dell’anno può esserci presenza di acqua che però difficilmente disturba il cammino. Fatti pochi passi, sulla nostra sx, una roccia tufacea tagliata- forse dalle mani dell’uomo- conosciuta come “Il Trono”.

Proseguiamo seguendo sinuosamente la traccia obbligata fino ad arrivare ad una spalletta in un punto dove converge anche un’altro fosso.

Breve e ripida, ci inerpichiamo seguendo i segni del sentiero CAI che addolcisce la salita. Superata la spalletta ci troviamo ufficialmente nel bosco di Bassano.

Ora andiamo a dx seguendo lo stradello formato dai tanti passaggi.

Lungo il sentiero notiamo un notevole esemplare di agrifoglio vicino a un maestoso faggio; una coppia che si distingue tra tutti gli altri alberi.

Poco dopo il sentiero si divide; prediamo la traccia a dx che scende un poco. È chiaro che seguire il percorso nel bosco con la traccia gps rende tutto più semplice.

Seguitiamo per circa 500 mt finché il sentiero finisce per immettersi sulla strada forestale principale. Si procede verso dx, direzione Trevignano. Dalla parte opposta si va in direzione Oriolo-Bassano, naturalmente. Camminiamo tranquillamente su questo asse forestale; poco più giù incrociamo una strada in salita che va a Poggio Stracciacappello, non ce ne curiamo e andiamo oltre. La nostra via ora scende larga e tortuosa  e il tappeto di foglie secche in terra, con le varie sfumature di marrone virato in arancio, ci ricorda i colori di un film appena visto: ” La ruota delle Meraviglie”.E meravigliosamente, in fondo, troviamo Fonte Chiappino, un delizioso piccolo fontanile in uno slargo tra gli alberi. Questa fonte ospita in alcuni periodi dell’anno i tritoni punteggiati, piccoli anfibi che vivono parte del loro ciclo biologico in acqua, come spiega bene il cartello esplicativo vicino.

Proseguiamo sulla strada; con gli alberi spogli la vista spazia dai casali sotto di noi al lago e, andando avanti, vediamo in lontananza anche Trevignano e il monte che lo domina: Rocca Romana. Cerri, castagni e aceri ora prevalgono in questo tratto di bosco, piacevole da attraversare anche in estate per cercare un po’ di refrigerio. Oggi, non richiesta, ci rinfresca la pioggia, che ora cade leggera e ci costringe a coprirci. Lungo il cammino notiamo una poiana posata su un ramo alto sopra di noi; ci osserva curiosa e poi vola via.

All’altezza di uno slargo incrociamo il ripido e panoramico sentiero che scende da Poggio Stracciacappello e più avanti i ruderi di una piccola casa in pietra la cui antica funzione non ci è chiara.

Infine eccoci alla sbarra che chiude la strada nel bosco per precludere il transito ai mezzi a motore; lasciamo la foresta alle nostre spalle e andiamo avanti per circa 600mt sulla strada che serve anche aziende e case di campagna.

Troviamo uno dei pochi cartelli rimasti della “Ciclovia dei Boschi”; secondo il cartello potremmo arrivare a Trevignano proseguendo sulla bella strada sterrata, ma noi preferiamo seguire le indicazioni per Vicarello e prendiamo la più stretta e sconnessa sterrata che scende a dx: Via Bassano di Sutri. Scendendo costeggiamo una fattoria con dei cavalli; nel frattempo cessa anche la pioggia, il sole squarcia le nuvole e le foglie in terra brillano, mentre scendiamo ormai sicuri verso il lago.

Le piogge copiose dei giorni scorsi rendono la strada fangosa, ma siamo ben attrezzati e non ci crea particolari problemi. Poco più avanti la stradina diventa di fatto un corridoio tra le due recinzioni della Tenuta di Vicarello, che la via attraversa.

Se non curato, questo sentiero tende a chiudersi con la vigorosa vegetazione spontanea che esplode soprattutto in primavera. La nostra vista ora si apre su un altipiano con sinuosi prati verdi, decorati da alberi solitari e come sfondo, sulla destra, poggi boscosi. Sopra di noi, nel cielo ora azzurro, galleggiano grandi cumuli bianchi e grigi, tipiche nuvole da tempo variabile.

Proseguiamo così sul sentiero che ora scende decisamente, scendendo incrociamo una signora a spasso con il suo cane, segno che ci stiamo avvicinando alla zona residenziale, ma dobbiamo superare il tratto più fangoso del percorso prima di raggiungerla. Infine ecco la prima casa, il cemento prende il posto della sterrata e presto si trasforma in asfalto. La strada scende sinuosa e costeggiamo orti e uliveti, case di campagna e ville; passiamo davanti al bel b&b “Poggio degli Ulivi” e a cavalli paciosi che pascolano in vari poderi, sempre con il lago negli occhi. Sulla dx, in lontananza, notiamo i grandi edifici del borgo di Vicarello.

Il BORGO  DI VICARELLO E LE TERME ROMANE

Sito di notevole interesse storico, conosciuto per le sue acque termali sin dall’antichità; dagli etruschi prima, e poi dai romani, che vi edificarono degli edifici termali: le Aquae Apollinares, i cui resti sono ancora visibili all’interno della tenuta poco più a monte dei sei-settecenteschi edifici del borgo. È probabile che il sito abbia avuto anche una vocazione agricola fin dai tempi antichi. Alcuni ritengono che il nome derivi da Vicus Aurelii, dal nome del presunto prestigioso proprietario, Marco Aurelio. 

Eccoci arrivati in fondo alla via, ci troviamo ora sulla provinciale che gira intorno al lago. Andiamo a sx, rigorosamente in fila indiana sui bordi della strada- rispettando il C.d.S.- per circa 200 mt.

Ora, dall’altro lato, una Via con tanto di cartelli che ci indicano il lago. Attraversiamo e prendiamo la strada che si insinua tra le recenti villette fino ad arrivare in breve al lungolago.

Davanti a noi ora si apre la vista magnifica del lago, inusualmente mosso, illuminato da un sole che si fa spazio tra le nuvole grigie; la pioggerellina sottile portata dal vento teso rende tutto piacevolmente dinamico e vitale.

Con il lago alla nostra dx ci incamminiamo sul bel lungolago, veramente lungo, percorriamo quasi due km per arrivare al centro.

13 Trevignano Romano an tipico borgo di pescatoriIl nostro sguardo abbraccia la conca lacustre e le località affacciate sulle sue acque: Bracciano, Vigna di Valle, Anguillara.

La piacevolezza della passeggiata, famosa in tutto il circondario, è data dalla presenza di numerosi alberi e piante; le case e le parecchie attività- vocate ad un turismo estivo, ma non solo-  sono discretamente affacciate sul lungolago senza essere invasive.

Sculture moderne e panchine per riposarsi e contemplare il panorama lacustre, completano la gradevolezza del luogo.

Questa bella traversata di 16 km si conclude entrando nella mitica pasticceria e le dolci prelibatezze ci inteneriscono il cuore tanto da ispirarci il titolo di questa traversata.

Mappato da Omero Walden NW group

https://www.ammappalitalia.it/oriolo-romano-trevignano-romano/

Girando La Natura

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I Week End del Pellegrino sulla Via Francigena

I Week End del Pellegrino. Sulla Via Francigena.

I Week End del Pellegrino – Sulla via del Ritorno da Viterbo a Montefiascone percorrendo l’antico cammino dei pellegrini sulla Via Francigena

1’gg Viterbo – Villa Lante – Le Terme

Il Programma del week End del Pellegrino:

I Week End del Pellegrino. Sulla via Francigena. -Visita di Viterbo, città ricca di monumenti di ineguagliabile splendore. Il Palazzo Papale, la Cattedrale, il quartiere medioevale di San Pellegrino, il Palazzo dei Priori, le Chiese e tutti i monumenti, seppure costruiti in epoche diverse, coesistono armoniosamente in un centro storico ancora ben conservato. Pranzo libero e si prosegue per Bagnaia che fu per lungo tempo luogo di villeggiatura di nobili signori e di importanti prelati. Visita ai Giardini all’Italiana di Villa Lante, voluta dal card. Giovanni Francesco Gambara su disegno del Vignola, splendido esempio di residenza cinquecentesca, arricchita dai meravigliosi Giardini all’Italiana con fontane e giochi d’acqua.Pranzo libero. Trasferimento libero alla piscina termale. La monumentale piscina termale è scoperta (un tunnel coperto e riscaldato consente l’accesso in vasca direttamente dagli spogliatoi). La vasca ha una profondità massima di 3 metri, è alimentata esclusivamente con acqua termale della sorgente Bullicame ed ha una temperatura media di 33°. In serata trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Villa Lante di Bagnaia
Villa Lante

2′ gg Viterbo Montefiscone – Accompagnati da una guida naturalistica.

Montefiascone – Siamo nel Lazio settentrionale (Vt Tuscia) da secoli punto di passaggio di viandanti e pellegrini che per motivi di sicurezza preferivano un cammino lontano dalle coste. Da Montefiascone si percorrono gli ultimi gli ultimi 100 km del Cammino della Via Francigena che portava i pellegrini a Roma. E’ il comune più alto della provincia di Viterbo, già colonizzato dagli Etruschi che lasciarono nella zona molte testimonianze. Nel periodo che risale alle invasioni barbariche il paese e’ costretto a rafforzare le difese ambientali con opere murarie, viene cosi eretta una grande e possente Rocca con alte mura, all’interno della quale si riparano anche gli abitanti delle campagne. Montefiascone diventa meta privilegiata di papi che, costretti a fuggire dalla Roma assediata, la scelgono come meta del loro esilio. Questa assidua presenza di personalità ecclesiastiche trasforma ben presto Montefiascone una Sede Vescovile (1369).

piedi di camminatori

Alcune informazioni utili

Prima colazione in hotel e partenza a piedi per la città di Montefiascone. a piedi lungo la Via Francigena.

Appuntamento a Piazza del Plebiscito a Viterbo alle ore 09,00 Da Piazza del Plebiscito di Viterbo prendiamo Corso Italia, arriviamo a Piazza delle Erbe e andiamo sempre avanti per il corso. Giunti a Piazza Verdi svoltiamo a sinistra per Via Matteotti, verso Piazza della Rocca. Lentamente ci allontaniamo dal centro storico e lungo il percorso passeremo accanto alle Terme del Bagnaccio e uno splendido tratto di basolato romano, l’Antica Via Cassia

Quota a persona: € 65,00

Difficolta E

Km. 18

Durata 5 ore

Lungo il percorso pranzo al sacco fornito dall’albergo. Nel pomeriggio rientro da Montefiascone a Viterbo in bus. Fine dei servizi.

SERVIZI COMPRESI NEL PACCHETTO TURISTICO : Minimo : 15 paganti

La quota comprende:1 guida ambientale per il percorso della Via Francigena, sistemazione in hotel ¾ stelle, 1 notte 2 gg in camera doppie/matrimoniali con servizi privati, 1 pensione completa dalla cena del primo giorno al pranzo al sacco, Iva.

La quota non comprende:Trasferimenti e trasporti, ingressi, guide extra e tutto ciò non indicato nella quota comprende, extra di carattere personale e bevande.

Supplementi su richiesta:

Singole

Bevande

Guida Turistica

Pranzi extra

Riduzioni: triple/quadruple

Terme e Natura – Un fantastico giorno

Terme di Stigliano - Canale Monterano Rm
Terme di Stigliano – Canale Monterano Rm
Le Terme di Stigliano
Le Terme di Stigliano

Un giorno fra Terme e Natura

Le Terme di Stigliano e L’antica città di  Monterano

Che ne dite di un bagno nelle terme, una visita guidata alla citta’ di Monterano ed un “brindisi al tramonto” . Questo è quello che vi proponiamo con la nostra offerta “Terme e Natura” fra Monterano e Stigliano. Ma scopriamo di più sulle terme.

Le Terme di Stigliano

Una fuga per chi ama rigenerarsi e circondarsi di natura, in luoghi suggestivi e culturalmente stimolanti,per trovare una dimensione a misura d’uomo in un sano relax. Un’oasi d’acqua immersa nel rigoglioso verde di Stigliano, dove tranquillità e pace sono protagoniste assolute e dove troverete, nel calore delle antiche fonti, il massimo conforto e benessere.Le prime testimonianze sull’esistenza di Stigliano risalgono ai tempi degli Etruschi, ci è noto infatti che questa antica popolazione fosse molto legata al culto delle terme ed a questi luoghi considerati sacri.

L'Antica Monterano Rm Lazio
L’Antica Monterano Rm Lazio

L’antica Monterano

La Monterano del XII/XIII sec. è un caratteristico borgo tra i più belli d’Italia, con la Chiesa, le abitazioni ed una Rocca isolata da fossati e tagliate etrusche. Un salto nel tempo in un magico viaggio tra storia, cultura e colori di un territorio.

Un po’ di informazioni utili

Periodo consigliato: aprile – ottobre (Periodo di Apertura delle Terme)

Grado di difficoltà: facile

Età: per giovani / adulti

Attrezzatura: binocolo, macchina fotografica

Abbigliamento: indumenti comodi e scarpe adatte alla visita di un’area protetta, indumenti per bagno termale

Durata: 1 giorno

Quotazioni su richiesta gruppi min. 15 paganti 

 Geologia a Monterano
Terme e Natura Geologia a Monterano

A piedi tra le emergenze geologiche di Monterano

La quota comprende: 1 operatore specializzato per la visita guidata nella riserva, un brindisi al tramonto, assicurazione, iva.

La quota non comprende: ingresso alla piscina Termale, i trasporti, il pranzo, gli extra e tutto ciò non indicato nella voce la quota comprende.

Che ne dici, vuoi scegliere un giorno a caso della tua vita e trasformarlo in un sogno?

Chiesa di San Bonaventura
Terme e Natura Sulla Rupe la Chiesa di San Bonaventura

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Quarto Spazio Agenzia Viaggi Tour Operator
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Monterano la Citta’ Perduta

Monterano la Citta’ Perduta

La mitica Monterano, città medievale abbandonata alla fine del 700, insieme alle testimonianze etrusche protegge ambienti straordinari caratterizzati da una vegetazione e da una fauna particolare.

PROPOSTA PER LE SCUOLE

L’itinerario scelto parte da Canale Monterano, scende verso la Cascata della Diosilla, costeggia il Fosso Bicione arriva  alla “Solfatara” e prosegue fino all’antico abitato etrusco e medioevale.

Periodo consigliato: tutto l’anno

Grado di difficoltà: facile

Età: per tutti

Attrezzatura consigliata : binocolo, macchina fotografica, taccuino, penna/matita, k-way, zainetto, borraccia.

Abbigliamento: indumenti comodi e scarpe che proteggano la caviglia e non abbiano suole lisce.

Durata: 1 giorno

Partecipanti: minimo 15

INFORMAZIONI

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE

Partecipanti     Uscita mezza giornata    Uscita intera giornata

da 20 a 30             4,00                              5,00

da 31 a 40              3,50                              4,50

da 41 a 50              3,00                              4,00

La quota comprende: 1 operatore specializzato, IVA.

La quota non comprende: spese per il trasporto, pasti. Extra di carattere personale.

INFORMAZIONI:

“LA RISERVA” LUOGO DI FORMAZIONE E DI EDUCAZIONE CHE METTE IN RELAZIONE SCUOLA E TERRITORIO.

Una Riserva Naturale è qualcosa di vivo, un complesso e straordinario mondo dove il bosco, le rocce gli animali, l’aria, l’acqua, i fiori e l’uomo sono indispensabili gli uni agli altri. Il percorso progettato per le scuole vuole far conoscere tutte le emergenze naturali, storico-archeologiche, sociali ed economiche presenti nella Riserva Naturale e nel paese di Canale Monterano, per meglio rispettare, amare e valorizzare tutti beni culturali, ambientali ed archeologici. Un approccio unico che comprende varie materie, è questo il punto di forza del percorso stesso. Una visita guidata senza confini tra materie scolastiche diverse, che si attivano su un programma comune di educazione ambientale L’obiettivo educativo è una modifica ed un miglioramento dei comportamenti individuali nei confronti degli altri, dell’ ambiente e del territorio, al fine di conquistare una più ampia e piena consapevolezza di cittadino. Allora il territorio diventa il prolungamento dell’ aula scolastica: i prati, i boschi e i fiumi si rivelano grandi laboratori scientifici per costruire un sapere non dogmatico. Il grande patrimonio naturale e storico – culturale del nostro paese diventa così una straordinaria occasione di formazione ed educazione, dove l’emozione e la meraviglia costituiscono i momenti iniziali e fondamentali della proposta didattica

COME RAGGIUNGERE IL PAESE DI CANALE MONTERANO (RM) Situato a 45 km a sud di Viterbo e a 50 km a nord di Roma a confine con il comprensorio Tolfetano – Cerite è raggiungibile:

DA ROMA OVEST- provenendo da Roma ovest si percorre la SS1 (via Aurelia), proseguendo fino all’altezza della stazione di Furbara per poi svoltare a destra per la provinciale del Sasso e proseguire per Manziana – Canale Monterano.

DA ROMA NORD – provenendo dalla S.S.2 (Via Cassia) al bivio per la Storta e si prosegue per la S.S. n. 493 (Via Braccianese Claudia). Superare le indicazioni per i paesi Bracciano, Manziana e proseguire per Canale Monterano.

DA ROMA EST E SUD – G. R. A Si prosegue sul grande raccordo anulare di Roma fino all’uscita della S.S. n. 2 bis (Via Cassia Veientana). Proseguire sulla Cassia Veientana fino all’uscita Cesano Bracciano, proseguire poi per Bracciano – Manziana e Canale Monterano.

DA VITERBO prendere la Cassia direzione Capranica al bivio girare a destra girare per Oriolo Romano e dopo Oriolo Romano girare a destra per Montevirginio – Canale Monterano.

ITINERARIO  RISERVA NATURALE REGIONALE MONTERANO – CANALE MONTERANO RM – LAZIO

0re 09.30 – Appuntamento (da confermare)  con la Guida presso i giardini pubblici comunali (in Corso Vittorio Emanuele), del paese di Canale Monterano.

Ore 10.15 – Inizia il percorso nella Riserva. Si scende dalla Cascata  Diosilla, costeggiando il Fiume Mignone si attraversa la Valle del Bilione. Soste previste per la descrizione delle emergenze naturalistiche della Riserva. Salita verso l’abitato Monteranese. Tra le numerose emergenze storico archeologiche (tombe etrusche, grotte e arcaiche stalle), spiccano il Fontanile e il vetusto Acquedotto, mentre dal lato opposto della vallata si evidenziano i romitori medioevali della Greppa dei Falchi.

Ore 12.00 – Arrivo sul prato della Chiesa di San Bonaventura. Visita e descrizione della Chiesa.

Ore 12.30 – Pranzo al sacco sul grande prato antistante la Chiesa. visita all’antico abitato Monterano: il castello, la fontana Berniniana del Leone, la chiesetta di San Rocco, il borgo medioevale. Preparativi per il ritorno e partenza per via Casale Persi e via Palombara, Zona Campo Sportivo e via Monterano o ritorno dalla cascata della Diosilla.

Ore 16.00 – Arrivo al paese di Canale Monterano, pausa e merenda prima della partenza.

DA VEDERE Numerose sono le sorprese lungo l’itinerario. Tra le più suggestive ricordiamo: la Cascata Diosilla, le miniere, le numerose manifestazioni di vulcanesimo residuo, la roccia antropomorfa “dell’Indiano”, la tagliata etrusca, la necropoli, l’acquedotto, il Convento di San Bonaventura, l’antico borgo medioevale di Monterano, la fontana del Leone (Bernini), il Castello Altieri; le Chiese di Santa Maria Assunta e di S. Rocco.

Lunghezza: 3 km ca.

Difficoltà: facile

Tempo di percorrenza: 3 ore ca.

COSA PORTARE La visita si svolge all’ interno di una Riserva Naturale, è quindi necessario indossare scarpe comode (senza suole lisce) preferibilmente scarpe da trekking, con abiti comodi portandosi dietro poche cose. Uno zaino con il pranzo al sacco, un blocco per appunti, matite colorate, una penna, un binocolo, un cappello, una macchina fotografica, una borraccia, sono tutto ciò che serve per la visita 

“ I Cammini del Lazio – La Francigena della Tuscia”un tour di 7 giorni- 2 tour di 5 giorni

Sulla Via Francigena - Tuscia - Lazio
Sulla Via Francigena – Tuscia – Lazio

“ I Cammini del Lazio – La Francigena della Tuscia” 

un tour di 7 giorni/6 notti    da Proceno a Roma.

un tour di 5 giorni/4 notti   da Proceno a Viterbo.

un tour di 5 giorni/4 notti   da Viterbo a Roma.

  • un tour di 7 giorni/6 notti con guida escursionistica, accompagnatore in lingua italiana e inglese e servizio di trasporto bagagli al seguito lungo la Via Francigena della Tuscia da Proceno a Roma. . € 658,00 
  • un tour di 5 giorni/4 notti  con guida escursionistica, accompagnatore in lingua italiana e inglese e servizio di trasporto bagagli al seguito lungo la Via Francigena della Tuscia da Proceno a Viterbo. € 490,00
  • un tour di 5 giorni/4 notti  con guida escursionistica, accompagnatore in lingua italiana e inglese e servizio di trasporto bagagli al seguito lungo la Via Francigena della Tuscia da Viterbo a Roma.  € 580,00
    Montefiscone Viterbo - via Francigena
    da Viterbo a Montefiascone

I tour sono rivolti a viaggiatori in gruppo e prevedono la pensione completa presso sistemazioni turistiche e di accoglienza pellegrina.

La quota si intende per gruppo minimo 25 paganti

Per info costi e prenotazioni :

Quarto Spazio Tour Operator

Via F. Petrarca 22 – Civita Castellana (VT)
Tel. +39 0761.516188 – +39 0761.599297 fax +39 0761.517555
E-mail: info@quartospazio.com
Web www.quartospazio.com

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Dal Palazzo Altieri di Oriolo Romano al Castello di Bracciano

Dal Palazzo Altieri di Oriolo Romano al Castello di Bracciano

ORIOLO ROMANO-BRACCIANO
DAL PALAZZO NEOPLATONICO AL CASTELLO FORTIFICATO

logo girandolanaturaWeek end o Escursione di 1 Giorno

Regione:Lazio
Durata : 3h
Difficoltà : T / E
Natura  :75%
Percorribilità :Piedi, Bici,Cavallo

Oriolo Plazzo Altieri
Oriolo Plazzo Altieri

ORIOLO ROMANO-BRACCIANO
DAL PALAZZO NEOPLATONICO AL CASTELLO FORTIFICATO

Dal Palazzo Altieri di Oriolo Romano al Castello di Bracciano – Le verdi colline dei Monti Sabatini sono le protagoniste di questo placido percorso. I Sabatini sono un gruppo di rilievi di modesta altitudine della Tuscia romana, ricoperti di rigogliosa vegetazione, costituiti da lave e tufi di varia specie, residui dell’antico complesso vulcanico Sabatino. Il lago di Bracciano che fa da sfondo nell’ultima parte del percorso è infatti  un conca, frutto di un crollo di una grande camera magmatica che alimentava vari vulcani.
Il percorso inizia dalla piazza di Oriolo Romano, dove si erge Palazzo Altieri esempio di architettura tardo rinascimentale ispirata ai dettami neo platonici – che inseguono il modello di città ideale cercando di creare armonia ed equilibrio – e scende tra castagneti  e  strade secondarie verso il lago. Lungo la via incontriamo  un vecchio acquedotto, il  piccolo borgo di Pisciarelli, i ruderi di un opificio e infine il maestoso Castello Orsini – Odescalchi, una fortezza rinascimentale ancora legata all’idea di città stato medievale, che domina il lago. Trasformare i Castelli in Palazzi secondo l’ethos neo platonico, in auge nel XV/XVI sec,  è il filo antropico,da noi scelto, che  idealmente lega i due centri abitati, non dimenticando mai che la natura che attraversiamo per unire i due punti, è la vera protagonista.

vista del lago di Bracciano
Panoramica del lago di Bracciano Rm 

Partiamo da Piazza Umberto I ad Oriolo.Diamo le spalle all’armoniosa facciata di Palazzo Santacroce – Altieri,   passiamo davanti alla fontana delle picche e ci dirigiamo in fondo a sinistra. C’è la strada che scende verso la piazza della chiesa, c’è via Altieri, ma noi prendiamo la strada tra le due, via dei Bastioni .
La strada praticamente segue la parte alta delle mura e se ci affacciamo vediamo sotto di noi la via Claudia Braccianese, la Chiesa e sullo sfondo una delle cime dei Sabatini, Monte Raschio (545m) con la sua faggeta depressa. Dopo quasi tre ore di cammino a piedi attraverso stradine di campagna,
arriviamo su una piazza /parcheggio – il resto del borgo storico è chiuso al transito -dove si affacciano alcuni locali per mangiare che accontentano tutti i gusti, enoteca, pizzeria, ristorante,birreria. Da qua il Castello è ancora più imponente e dominante ed esprime tutta la sua forza e potenza in contrapposizione con l’armonia e l’equilibrio  di Palazzo Santacroce – Altieri.

BraccIano - L'Opificio
Bracciano – L’Opificio
Castello di Bracciano
Castello di Bracciano

Week End sui Monti della Tolfa – da Allumiere a Santa Marinella:come in un quadro dei Macchiaioli.’

Week End sui Monti della Tolfa: come in un quadro dei Macchiaioli

I colori dei Monti della Tolfa
I colori nei Monti della Tolfa

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Regione:Lazio
Durata :6h
Difficoltà :T/E
Natura:75%
Percorribilità:a piedi, in bike, a cavallo

Week end sui monti della Tolfa. Da Allumiere a Santa Marinella: come in un quadro dei Macchiaioli. Ecco un percorso che ci porta dai monti al mare. I monti sono quelli della Tolfa  con la loro selvaggia bellezza. Partiamo da Allumiere e ci incamminiamo verso il  monte  della Tolfaccia, la cima conserva i resti dell’abitato  medievale di Tulfa Nova e attraversando i pascoli allumieraschi patria del bue Maremmano del Cavallo Tolfetano – Maremmano e dell’ Asino Allumierasco arriviamo a Santa Marinella  nota stazione balneare a a nord di Roma.

Paesaggio Monti della Tolfa
Paesaggio Monti della Tolfa

Sono 21 km di strada in parte asfaltata e in parte sterrata, ma togliendo l’inizio e la fine urbani, la maggior parte del percorso è una tranquilla attraversata in mezzo ad un vasto ambiente naturale  ricco di biodiversità, in perfetta armonia con le attività umane. Incontriamo lungo la via colorati fiori spontanei, placidi  animali al pascolo antichi fontanili e numerose specie di uccelli. E con la sensazione di entrare in un  bucolico quadro di un  maestro macchiaiolo, ci immergiamo in uno dei luoghi più belli della Maremma Laziale.

Il nostro punto di partenza è  Piazza della Repubblica. Su questa piazza  troviamo gli edifici storici di Allumiere: Poco dopo ci fermiamo davanti al forno storico “Pistola”, entriamo e chiediamo la “pizza brodosa”, dolce tipico fatto con zucchero, cannella, ricotta e uvetta.

Dopo la dolce pausa seguitiamo a camminare. Lungo la via ci attira una indicazione a destra che recita”largo stabilimento allume”. Pochi passi e ci troviamo in una piccola piazzetta con una statua in bronzo di un minatore, simbolo delle comunità che nei secoli hanno lavorato nelle cave di alunite, da cui si ricava l’allume di rocca, minerale importante nella lavorazione delle pelli e dei tessuti. Curiosa è la storia di come furono scoperte le cave. Nel 1460 il commissario pontificio Giovanni di Castro, identificò delle piante di Agrifoglio sui Monti della Tolfa. Questa pianta segnalava sotto le sue radici presenza del minerale. Il ritrovamento di frammenti di allunite dopo piccoli scavi, confermarono la sua tesi appresa in Oriente.
Ora riprendiamo il  nostro cammino in uscita dal paese, seguiamo la strada  …

Allumiere omaggio al Minatore

Allumiere omaggio al Minatore

SETTIMANA VERDE A LA THUILE agosto 2019

SETTIMANA VERDE

A LA THUILE

Dal 17 al 24 agosto 2019

Settimana Verde. Finalmente ecco la nostra proposta per una settimana di escursioni e relax nella splendida cornice della Valle d’Aosta.
Un’esperienza unica alla quale non potete mancare.
La montagna a modo nostro! La vostra vacanza estiva in montagna all’insegna della natura!

Settimana Verde a La Thuile
Settimana Verde a La Thuile

UN PUNTO DI PARTENZA PRIVILEGIATO

Sentieri immersi in oasi naturali e panorami mozzafiato, escursioni in Montagna per raggiungere incantevoli punti d’osservazione, passeggiate sulle vie della storia ed emozioni, emozioni sempre!

Numerosi sentieri sono la proposta di La Thuile per gli appassionati del trekking. Passeggiate classiche, adatte a tutti, come quella che porta al Belvedere di Arpy, stupenda balconata sulla catena del Bianco; oppure quelle che conducono al lago di Arpy o al colle della Croce; fino ad arrivare a escursioni impegnative.

La sistemazione in residence
La sistemazione in residence

 Sistemazione presso il Planibel Residence che dispone di  appartamenti . Monolocali da 1 a 2 persone, Bilocali da 2 a 4 persone, Trilocali da 2 a 4 adulti e 2 ragazzi. Zona soggiorno con TV satellitare, telefono e cassaforte, bagno privato con asciugacapelli, vasca o doccia. Servizio di pulizie settimanali con cambio biancheria.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE A PERSONA:

 € 580,00 per gruppo minimo 30 paganti         € 558,00 per gruppo minimo 40 paganti

 La quota comprende:  Soggiorno con 7 giorni di pensione completa, acqua e vino ai pasti inclusi, con sistemazione in residence. Assicurazione Globy Base, Medico Bagaglio. Assistenza  Guida Ambientale Escursionistica, Escursioni guidate sul territorio.

 Riduzioni :

0-2 anni non compiuti gratis.

2-6 anni n.c. sconto sulla tariffa intera    –  € 180,00

6-12 anni n.c. sconto sulla tariffa intera  –  € 110,00

terzo letto  adulto                                          – €   40,00

 

La quota non comprende: Viaggio,  la tassa di soggiorno comunale, da versarsi all’arrivo in hotel, extra di carattere personale.

Supplemento camera doppia, uso singola, euro 15,00 al giorno.

N.B durante la stagione estiva non è prevista animazione, piscina con ingresso a pagamento, centro benessere chiuso.

Anticipo             30% al momento della prenotazione

Saldo                            30 giorni prima della partenza

Per prenotazioni:
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Agenzia Viaggi Tour Operator
Via F. Petrarca,22 01033 Civita Castellana Vt
tel 0761516188 – 0761599297
Web: quartospazio.com info@quartospazio.com

 

 

 

 

 

 

Passo dopo Passo Tuscia Romana e Tuscia Viterbese

Antico Abitato di Monterano

Passo dopo Passo Tuscia Romana e Tuscia Viterbese, attraverso gli antichi percorsi etruschi che dalla città di Tarquinia portavano passando dalle vie interne, alla citta’ di Tarquinia. Le meraviglie dei paesaggi della Tuscia Romana e Viterbese appaiono ad ogni angolo delle vie rupestri percorse, attraverso cascatelle, panorami mozzafiato, piccoli borghi, necropoli rupestri, città abbandonate e antiche ferrovie. 

Scegli il  percorso intero o parte di esso e noi possiamo organizzare il tuo Week End  –  le  Escursioni e i Soggiorni  nella Tuscia, guidati da Accompagnatori Gae (Guide Ambientali Escursionistiche) e/o guide Turistiche. 

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Passo dopo Passo Tuscia Romana e Tuscia Viterbese

A piedi  Passo dopo Passo

1  – Cerveteri – Castel Giuliano

Difficoltà: E

Appunti lungo il percorso:

Dalla necropoli  Etrusca di Cerveteri si arriva  dall’accogliente piazzetta del paese di Castel Giuliano. A mano a mano che risaliamo  la valle, il fosso, lascia presagire l’aspetto esaltante delle innumerevoli cascate: del Vaccinello dell’Arenile,  del Braccio di Mare, del Moro e della Mola di Castel Giuliano.  Dal mare al lago, passando attraverso pascoli, forre, boschi sulla via degli Etruschi

2  – Castel Giuliano – Pietrische – Stigliano ( Variazione Manziana)

Difficoltà:   E

Appunti lungo il percorso:

La Caldara Nella parte centrale della Caldara, a testimonianza dei fenomeni post-vulcanici, è presente una polla dalla quale sviluppano esplosioni freatiche di acque sulfuree che raggiungono la temperatura di 27 gradi.

Il Bosco Macchia Grande è un bosco intricato e vario: si va dai sentieri che si inoltrano fra i cerri secolari ed il sottobosco più fitto, fino ad arrivare a comodi stradelli che portano alla vecchia cava di zolfo o agli enormi prati Camillo, Canepine e Bologno. Proprio sotto gli occhi di chi si avventura nel bosco, anche per la prima volta, si trova la vecchia strada romana, oggi Via di Macchia Grande, che un tempo portava al Ponte del Diavolo

Caldara di manziana
La Caldara di Manziana

3  – Stigliano – Mercareccia –  Monterano

Difficoltà:  E

Appunti lungo il percorso

Le Terme Romane Conosciute e venerate dagli etruschi, molto frequentate dagli antichi romani, grazie anche alla vicinanza con la Capitale dell’Impero, le terme di Stigliano hanno conosciuto nei secoli diversi periodi di decadenza ma hanno sempre riacquisito popolarità per la loro caratteristica di combinare le alte proprietà curative con la suggestione di un rigoglioso e suggestivo contesto naturale.

Riserva Monterano – la città antica L’antico Abitato Monterano  Il nome di Monterano sembra che derivi da Manturna dea infernale etrusca, giustificato evidentemente dalla natura vulcanica del luogo, ricco di sorgenti termominerali ed altre manifestazioni, quali le solfatare .La Monterano del XII/XIII sec.è una cittadina di modesta estensione con la Chiesa e le abitazioni ed una Rocca isolata da fossati e tagliate.Nel 1519 Leone X concede agli Orsini il permesso di estrarre vetriolo nelle miniere del territorio.Gli Orsini diventano i signori di Monterano finchè fortemente indebitati non lo vendono agli Altieri che nella seconda metà del Seicento riqualificano tutto il paese. Viene rinnovato il Castello, sono costruite due fontane, viene costruito il convento dedicato a San Bonaventura, tutte opere commissionate al grande architetto del momento, Gian Lorenzo Bernini.

4 Monterano Montevirginio Oriolo Romano

Difficoltà: E

Appunti lungo il percorso:

Eremo Proprio sul Monte Sassano,(oggi Monte dell’Eremo) nel 1651, gli Orsini sovvenzionarono i Carmelitani per la costruzione di un Eremo, che venne terminato nel 1568. Realizzato nel 1668, l’imponente edificio a pianta rettangolare con un ampio chiostro interno, riprende la tipica struttura degli eremi certosini. Immerso nel silenzio, l’eremo di Montevirginio è stato e continua ad essere l’ambiente ideale per una vita ritirata nella preghiera.

La via Olmata Le loro origini risalgono al XVII secolo, quando la famiglia Altieri commissionò al celebre architetto barocco Carlo Fontana la creazione di “Villa Delizia”. Il progetto includeva la creazione di due lunghi viali di circa 1.500 metri, lungo i quali furono posti degli olmi su ambedue i lati. Il primo viale partiva da Palazzo Altieri a Piazza Umberto I e arrivava fino alla Portineria del Convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Montevirginio, mentre il secondo viale collegava il Convento dei Padri Francescani di Oriolo con la strada che conduceva a Canale Monterano. Ciò che rende speciale questo luogo è sicuramente l’integrazione della natura con le attività umane: la natura non è più un semplice sfondo, ma un posto, dove si può tranquillamente passeggiare e raggiungere a piedi altri paesi.

Il Parco della Mola L’area prende il nome dall’antica Mola del Biscione, il vecchio mulino costruito nel 1573 dal feudatario Giorgio Santacroce per la lavorazione del grano da farina, sfruttando le acque del fiume Mignone. Sotto la cascata si allarga un pittoresco laghetto. Del vecchio mulino sono ancora visibili le opere di canalizzazione, la chiusa e i resti delle mura perimetrali in tufo.

Il Palazzo Altieri progetto di bonifica di un’area splendida ma insicura, Palazzo Altieri fu edificato negli anni 1578-1585. All’inizio del Seicento divenne proprietà degli Orsini e successivamente degli Altieri, potente famiglia che raggiunse il massimo splendore nel 1670 quando un loro esponente salì al soglio pontificio con il nome di Clemente X.

Oriolo Romano La storia di questo borgo è abbastanza recente: la sua fondazione risale, infatti, alla metà del Cinquecento, quando la zona venne acquisita da Giorgio di Santacroce, che pose mano a un progetto di bonifica agroforestale d’avanguardia con la costruzione del primo nucleo abitativo. Cardine di questo illuminato disegno era il palazzo Baronale, attribuito ad allievi del Vignola. Nel centro storico si ammira la parrocchiale di San Giorgio, con una tela raffaellesca raffigurante San Giorgio che uccide il drago.

Oriolo Romano
Oriolo Romano

5 Oriolo Romano Veiano

Difficoltà:   E

Appunti lungo il percorso:

Il fiume Mignone Nasce da Poggio Coscia (mt. 612 s.l.) a Nord Ovest del Lago Sabatino (Bracciano). Con i suoi 62 chilometri di lunghezza, è uno dei principali fiumi del Lazio. Attraversa le province di Roma e Viterbo. I paesi e città che il fiume tocca lungo il suo corso sono: Veiano, Oriolo Romano, Canale Monteranno, Tolfa, Allumiere, Tarquinia e Civitavecchia.

Vejano Il paese  antico Vejano è un borgo antico, fu fondata dagli etrusci e poi dominata dai romani, che, dal medioevo in poi, come tutta questa zona, è stata storicamente e politicamente legata allo Stato Pontificio, di qui deriva anche la ricchezza della zona. La chiesa principale è quella di Santa Maria Assunta; da visitare anche il Castello, nel quale soggiornarono via via tutte le famiglie dominanti, ovviamente legate al papato, come gli Orsini.

6 Veiano  Barbarano Romano  (in alternativa Etruscan Line)

Difficoltà:   E

Appunti lungo il percorso:

La  ferrovia abbandonata A partire dal 1986, è stata più volte oggetto di lavori che hanno visto il ripristino della sede ferroviaria, dei ponti e delle gallerie, lavori mai terminati.  In conseguenza di ciò, la sede ferroviaria è oggi visibile per l’intera estesa, ma percorribile solo a piedi o in bici o  a cavallo.

La necropoli etrusca di San Giuliano E’ l’unica necropoli a offrire un panorama completo sullo sviluppo dell’architettura funeraria degli Etruschi, presentando una tipologia che va dalle tombe a pozzo e fossa dell’età del Ferro ai grandi tumuli orientalizzanti, dalle tombe rupestri arcaiche a quelle a dado ellenistiche: scendendo nel fondo della forra sembrerà di fare un viaggio nel tempo, dal VII sec. a.C. al III secolo d.C.

Il parco Marturanum Nel paesaggio inconfondibile del Lazio etrusco, il Parco comprende un insieme di forre scavate da torrenti nei pianeggianti tavolati di tufo e colli argillosi a boschi e pascoli. Istituito nel 1984, ricade interamente nel Comune di Barbarano Romano in un’area collinare tra i monti della Tolfa e i rilievi che circondano il lago di Vico.

7  Barbarano Romano  Blera ( in alternativa la Etruscan Line)

Difficoltà:   E

Luni sul MIgnone
Ponte della Ferrovia Luni sul Mignone

Appunti lungo il percorso:

I Valloni ovvero antiche vie di comunicazione ricche di vita ed attività nel passato, ora ambiente di unica suggestione dove la natura lentamente si sta riappropriando dei suoi spazi .Un impegnativo percorso di grandissima suggestione lungo il corso del Biedano ma che ripaga con la sua bellezza per ogni difficoltà affrontata, consente di raggiungere il borgo di Blera da quello di Barbarano o viceversa.
Lungo il cammino si incontrano piccole dighe, cunicoli, mulini, grotte e cave il tutto avvolto da una lussureggiante vegetazione

8  Blera  Civitella Cesi Monteromano Via antica  ferrovia

Difficoltà:   E

Appunti lungo il percorso:

Luni sul Mignone Situato nel versante viterbese dei Monti della Tolfa e a poca distanza da Blera e Civitella Cesi, il sito archeologico di Luni sul Mignone rappresenta il cuore di una zona solitaria e di straordinario valore paesaggistico L’area archeologica conserva importantissime tracce di un insediamento pre-villanoviano,. Molto interessante è la cosiddetta “casa del capo-villaggio”, abbellita da una colonna ricavata nella roccia. L’atmosfera è pregna di mistero ed enigmatica, facendo pensare a come sia strano che luoghi un tempo abitati oggi appaiano “fuori dal mondo”.

9 Monteromano Tarquinia

Difficoltà:   E

Appunti lungo il percorso:

Tarquinia Dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità” per la presenza di un eccezionale ciclo monumentale di tombe dipinte, definito come “la prima pagina della grande pittura italiana”. E’ il più grande dei cimiteri dell’antica città etrusca di Tarquinia e consta di più di 6.000 tombe etrusche sotterranee che occupano tutto il vasto colle dei “Monterozzi”. Le tombe dipinte, ornate con scene figurate tra cui cacciatori, pescatori, suonatori, danzatori, giocolieri, atleti, rappresentano la ricchezza ed il potere dei defunti per cui furono eseguite: sono il simbolo del loro elevato rango sociale.

Per prenotazione ed informazioni

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