Zanzibar
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YOUNG MAPPERS IN CAMMINO SULLA VIA FRANCIGENA 5 giorni 4 notti

CAMPUS

YOUNG MAPPERS 

IN CAMMINO  SULLA VIA FRANCIGENA

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CAMPUS

YOUNG MAPPERS 

IN CAMMINO  SULLA VIA FRANCIGENA

Gli aspetti positivi del camminare nella natura sono innumerevoli. I ragazzi, i bambini, anche i più piccoli, non sono più abituati a muoversi, ma la conseguenza è  sovrappeso, apatia, ansia, disattenzione, difficoltà a concentrarsi, depressione, insicurezza.

Abituarli a camminare nella natura, li aiuta a crescere in modo armonioso, influenzando positivamente la loro salute fisica e mentale. Camminare stimola la circolazione, amplia la  capacità respiratoria, con effetti benefici anche sulla mente.

Il soggiorno  e’ indicato per tutti  coloro che hanno una preparazione alla camminata e  al movimento in genere. I percorsi  proposti sulla via Francigena hanno una durata di 3 – 4 ore, con un massimo giornaliero di 12 km.

Periodo giugno/luglio 2020

Eta’ consigliata 12 16 anni

Minimo 16  partecipanti a turno

Accompagnatori per tutto il campus n. 2

A 50 minuti da Roma, all’ interno di uno storico palazzo dei primi dell’800, l’hotel è situato nel centro del borgo medievale

CAMPUS YOUNG MAPPERS  IN CAMMINO  SULLA VIA FRANCIGENA

PROGRAMMA 5 GIORNI 4  NOTTI

1’ Giorno domenica 

Arrivo a Capranica nel pomeriggio, ore 17 sistemazione in albergo accoglienza e sistemazione, riunione informativa sulle attività proposte durante la settimana, cena e  visita del centro storico di Capranica, pernottamento in htl.

2’ giorno lunedì  Capranica Sutri  KM 8,400 solo andata

Colazione e partenza a piedi per Sutri .  Ritorno in bus locale 20 minuti.Pranzo al sacco. Cena e pernottamento in htl.  Mappatura del Territorio con bussole e cartine.

3’ giorno martedì  (Cura di Vetralla  – Capranica Km 12,00)

Colazione e partenza in bus per Cura di Vetralla, ritorno a piedi per Capranica   Pranzo al sacco, Mappatura del Territorio con bussole e cartine, cena in ristorante, pernottamento in htl .

4’ giorno  mercoledì  (Sutri – Monterosi 12 Km Dislivello 150 mt) 

Colazione e partenza in bus per Sutri, partenza a piedi per Monterosi, ritorno  con trasferimento in bus per Capranica. Mappatura del Territorio con bussole e cartine. In serata rientro in hotel. Cena e pernottamento.

5’ giorno giovedì colazione e partenza per il rientro.

IL Laboratorio durante i cammini:

“Diventiamo mappers, mappiamo il territorio ”

Mappare un percorso (o addirittura un territorio) non è attraversarlo a piedi e basta. Mappare è un una attività  divertente che dedichiamo agli altri affinché possano seguire le nostre tracce in futuro e godere della bellezza dell’Italia così come abbiamo fatto noi.

La soddisfazione è grande e anche la conoscenza del territorio che ne scaturisce è più profonda.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 465,00

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Polinesia: Le Isole della Società

118 Isole incastonate nelle acque cristalline dell’Oceano Pacifico, che vivono al ritmo della cultura, della musica e delle danze.  Le Isole della Società vi rapiranno con le loro alte cime a picco sul mare ed i rigogliosi entroterra tutti da esplorare. Le Isole Tuamotu vi incanteranno per le loro magiche lagune incorniciate da atolli dalla sabbia bianca o rosa. Le Isole di Tahiti, il nido d’amore perfetto per una luna di miele, un anniversario di matrimonio o semplicemente una fuga romantica! Il viaggio verso #LeIsolediTahiti inizia al momento dell’imbarco su un volo Air Tahiti Nui: i sorrisi dello staff, l’eleganza delle cabine e l’incantevole profumo dei fiori di Tiarè offerti con il tradizionale benvenuto a bordo, in tahitiano “Maeva”, vi faranno sentire speciali. Come solo questi luoghi sanno essere

Tuscia a piedi per l’antica via – Oriolo Romano Trevignano Romano

Tuscia A piedi per l’antica via del Vero Amore: dal borgo dei boscaioli al borgo dei pescatori.

4 il borgoRegione : Lazio

Durata : 6h

Difficoltà :E

Natura : 75 %

Percorribilità: a piedi, in bici

INTRODUZIONE

Un percorso dall’alto valore contemplativo e rigenerativo in quanto attraversiamo un tempio naturale, un luminoso giardino di tronchi qual è la corolla di boschi che circondano a nord il Lago di Bracciano. In prevalenza costituite da faggi, queste foreste vetuste crescono a quote non usuali per questa essenza. La preziosità è stata riconosciuta a livello mondiale e una parte di esse è divenuto sito patrimonio dell’umanità UNESCO. Partiamo dal borgo nato nel tardo ‘500 per ospitare i taglialegna e,  usciti dai boschi, ci dirigiamo verso il borgo lacustre- di origine medievale ma con presenze fin dal tempo degli etruschi- passando da un’ altipiano dove con un colpo d’occhio incantevole abbracciamo tutto il lago coi suoi tre paesi.

Infine percorriamo tutto il bel  lungolago del borgo dei pescatori-ora fiorente cittadina residenziale/turistica –  e similmente ai boschi, le tranquille acque lacustri ci inducono a sentimenti di riflessione e serenità.

Ci piace pensare che anticamente questa via fosse percorsa reciprocamente dagli abitanti di questi due borghi alla ricerca di legna e cibo, ma anche di relazioni amicali e amorose e, a contatto con la Natura profonda, di interrelazioni e armonia con tutti gli esseri viventi.

Come recita lo stemma di Oriolo : “In questo consiste il Vero Amore”. Che, per naturale estensione diventa; Amore per la Bellezza, Amore per la Natura, Amore per la Terra e la sua ricchezza di Vita.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Il cammino inizia da Piazza Umberto I. Il lato settentrionale è dominato dal monumentale Palazzo Santacroce-Altieri che protegge dai venti freddi la parte più alta del paese, il cosiddetto  “Poggio”, costituito da tre vie parallele.

ORIOLO E LA SUA URBANISTICA

L’urbanistica è ispirata dagli ideali umanistici  del “principe illuminato” quale era  Giorgio III Santacroce che fondò Oriolo nel 1562, per permettere ai “capannari” – tagliatori di boschi che venivano in gran parte dall’Umbria e dalla Toscana- di edificare case salubri e coltivare le terre seguendo lo schema di un borgo felice. ” Che queste habbino almeno due parti in cui si possano aprire le finestre per poter sentire il sole e li venti che la purgano..”.

Strade larghe riparate dai venti, giardini sul retro delle case, diritti civici che agevolano il benessere degli abitanti; tutto per governare il proprio feudo con saggezza equilibrio e autonomia.

Le mura castellane si aprono verso est, scendiamo le scalette che le attraversano e passata la trafficata Via Claudia, ci dirigiamo verso la Chiesa- volutamente edificata fuori le mura per separare il potere civile dal potere ecclesiastico. Prendiamo la strada a sinistra della chiesa, Via Borgo Garibaldi; questa zona del paese è conosciuta semplicemente come “Borgo”; probabilmente le prime case dei  boscaioli vennero edificate qui, nella parte bassa del paese.

La strada, caratterizzata da case basse a schiera, è significamente orientata a nord-est in modo da mirare perfettamente Monte Raschio e la Faggeta. La percorriamo tutta, notando a mezza via, una appariscente grande volto di donna raffigurato su una grande vetrata di una casa; casa il cui numero civico contiene un otto, che, come ci racconta un membro del nostro gruppo -esperta sinologa- è un numero fortunato secondo la tradizione cinese. Lo prendiamo come un buon segno per proseguire.

Andando avanti attraversiamo anche la piccola Piazza Garibaldi e proseguiamo dritti; ora la strada scende, le case si diradano, la campagna prende il sopravvento. In cinque minuti siamo in località “Ponte”, un ampia radura in pendenza, anticamente usata per l’imposto del legname e ora usata in parte a pascolo e in parte come parcheggio.

5 indicazioni Cai

Siamo alle porte della Faggeta, prendiamo la strada sterrata a destra, in salita, indicata anche dai cartelli della sentieristica  come sentiero 260 direzione Trevignano. Fatti circa 350 m troviamo sx delle scalette in legno che ci introducono nell’area di sosta della Cerrattina- un bel fontanile con acqua potabile e tavoli- un bosco di Quercus cerri che aiutano a mantenere il microclima indispensabile alla Faggeta.

7 faggetaLA FAGGETA DI ORIOLO

Dal cartello posto in cima a Monte Raschio (542m)- sito UNESCO dal 7  luglio 2017- in occasione del riconoscimento a patrimonio mondiale dell’umanità di alcune delle foreste di faggio europee: “Monte Raschio è uno dei siti residui in ambiente mediterraneo da cui il faggio europeo si è diffuso dopo l’ultima era glaciale: un processo millenario tuttora in corso. Questa faggeta vetusta, con alberi maestosi di oltre 1m di diametro e 30 m di altezza, si estende per circa 80 ettari tra 400 e 550m s.l.m., a quote eccezionalmente basse rispetto alle faggete appenniniche. La sua presenza è resa possibile dal delicato equilibrio realizzato fra i fertili suoli vulcanici e l’umidità proveniente dal vicino lago di Bracciano e dal mar Tirreno  e,  grazie alla volontà di conservazione delle popolazioni locali.” 

Proseguiamo superando il fontanile e attraversando la cerrattina; questo sentiero interno un tempo era conosciuto come “La strada degli asini”, in quanto per gli animali caricati con la soma era più difficile- sopratutto in caso di pioggia e fango- percorrere la ripida pendenza sullo stradone forestale parallelo.

Ma ecco, finita la salita, i primi faggi e a dx il Grande Cerro, che, come un custode, ci introduce alla parte del bosco dominata dai faggi. Il sentiero, ben battuto, cammina parallelo alla strada forestale, al di là della quale si intravedono i castagni della confinante Tenuta Odescalchi. Continuando non ci vuole molto a incrociare un altro stradone, che, perpendicolarmente al nostro sentiero, attraversa la faggeta, proprio davanti al cancello della tenuta.

Quindi oggi facciamo un percorso alternativo e prendiamo quello che sembra un terzo sentiero che costeggia lo stradone. Di fatto torniamo indietro di alcuni metri e poi iniziamo a scendere tra i faggi. Non c’è un vero sentiero ma sono percepibili le tracce più usate per scendere, più o meno in direzione est. La discesa è breve e continuando a percorrere per alcune centinaia di metri questo cuneo di faggeta, arriviamo ad uno spiazzo dove converge anche la strada forestale parallela alla tenuta. Di fronte a noi la recinzione di un’altra Tenuta, quella di Vicarello, e una strada, che ignoriamo.

In lontananza vediamo la Faggeta di Bassano con le cime di Poggio Stracciacappello e Monte Termine. Andiamo a sx, attraversando una castagneta appena tagliata; passiamo su una traccia creata dal passaggio dei bikers, camminando tra i classici arbusti che crescono dopo un taglio boschivo. Da notare, appena si gira, il  cosiddetto Carpino ritorto- sulla nostra dx – un albero simbolo per chi frequenta questo bosco, albero che con la sua spettrale deformità si erge apotropaicamente a guardiano protettore di tutto il bosco.

Non ci vuole molto ad attraversare i 400 mt di castagneta e camminare di nuovo in faggeta. Andiamo avanti tra i grigi e luminosi tronchi seguendo facilmente la traccia di sentiero per altri 600 mt.

Ci troviamo ora all’imbocco di un fosso in un punto particolare del nostro percorso: sulla nostra dx la recinzione della tenuta di Vicarello, nel territorio di Bracciano; davanti il fosso che va in direzione di Fonte Vitabbia, in territorio di Bassano. Un punto dove convergono i confini di tre paesi e due province.

E qui che la nostra traccia si ricongiunge con il futuro sentiero Cai che arriverà da Fonte Petrella. Scendiamo nel fosso, intimo e suggestivo, con gli alberi a fare da tetto.

Secondo i periodi dell’anno può esserci presenza di acqua che però difficilmente disturba il cammino. Fatti pochi passi, sulla nostra sx, una roccia tufacea tagliata- forse dalle mani dell’uomo- conosciuta come “Il Trono”.

Proseguiamo seguendo sinuosamente la traccia obbligata fino ad arrivare ad una spalletta in un punto dove converge anche un’altro fosso.

Breve e ripida, ci inerpichiamo seguendo i segni del sentiero CAI che addolcisce la salita. Superata la spalletta ci troviamo ufficialmente nel bosco di Bassano.

Ora andiamo a dx seguendo lo stradello formato dai tanti passaggi.

Lungo il sentiero notiamo un notevole esemplare di agrifoglio vicino a un maestoso faggio; una coppia che si distingue tra tutti gli altri alberi.

Poco dopo il sentiero si divide; prediamo la traccia a dx che scende un poco. È chiaro che seguire il percorso nel bosco con la traccia gps rende tutto più semplice.

Seguitiamo per circa 500 mt finché il sentiero finisce per immettersi sulla strada forestale principale. Si procede verso dx, direzione Trevignano. Dalla parte opposta si va in direzione Oriolo-Bassano, naturalmente. Camminiamo tranquillamente su questo asse forestale; poco più giù incrociamo una strada in salita che va a Poggio Stracciacappello, non ce ne curiamo e andiamo oltre. La nostra via ora scende larga e tortuosa  e il tappeto di foglie secche in terra, con le varie sfumature di marrone virato in arancio, ci ricorda i colori di un film appena visto: ” La ruota delle Meraviglie”.E meravigliosamente, in fondo, troviamo Fonte Chiappino, un delizioso piccolo fontanile in uno slargo tra gli alberi. Questa fonte ospita in alcuni periodi dell’anno i tritoni punteggiati, piccoli anfibi che vivono parte del loro ciclo biologico in acqua, come spiega bene il cartello esplicativo vicino.

Proseguiamo sulla strada; con gli alberi spogli la vista spazia dai casali sotto di noi al lago e, andando avanti, vediamo in lontananza anche Trevignano e il monte che lo domina: Rocca Romana. Cerri, castagni e aceri ora prevalgono in questo tratto di bosco, piacevole da attraversare anche in estate per cercare un po’ di refrigerio. Oggi, non richiesta, ci rinfresca la pioggia, che ora cade leggera e ci costringe a coprirci. Lungo il cammino notiamo una poiana posata su un ramo alto sopra di noi; ci osserva curiosa e poi vola via.

All’altezza di uno slargo incrociamo il ripido e panoramico sentiero che scende da Poggio Stracciacappello e più avanti i ruderi di una piccola casa in pietra la cui antica funzione non ci è chiara.

Infine eccoci alla sbarra che chiude la strada nel bosco per precludere il transito ai mezzi a motore; lasciamo la foresta alle nostre spalle e andiamo avanti per circa 600mt sulla strada che serve anche aziende e case di campagna.

Troviamo uno dei pochi cartelli rimasti della “Ciclovia dei Boschi”; secondo il cartello potremmo arrivare a Trevignano proseguendo sulla bella strada sterrata, ma noi preferiamo seguire le indicazioni per Vicarello e prendiamo la più stretta e sconnessa sterrata che scende a dx: Via Bassano di Sutri. Scendendo costeggiamo una fattoria con dei cavalli; nel frattempo cessa anche la pioggia, il sole squarcia le nuvole e le foglie in terra brillano, mentre scendiamo ormai sicuri verso il lago.

Le piogge copiose dei giorni scorsi rendono la strada fangosa, ma siamo ben attrezzati e non ci crea particolari problemi. Poco più avanti la stradina diventa di fatto un corridoio tra le due recinzioni della Tenuta di Vicarello, che la via attraversa.

Se non curato, questo sentiero tende a chiudersi con la vigorosa vegetazione spontanea che esplode soprattutto in primavera. La nostra vista ora si apre su un altipiano con sinuosi prati verdi, decorati da alberi solitari e come sfondo, sulla destra, poggi boscosi. Sopra di noi, nel cielo ora azzurro, galleggiano grandi cumuli bianchi e grigi, tipiche nuvole da tempo variabile.

Proseguiamo così sul sentiero che ora scende decisamente, scendendo incrociamo una signora a spasso con il suo cane, segno che ci stiamo avvicinando alla zona residenziale, ma dobbiamo superare il tratto più fangoso del percorso prima di raggiungerla. Infine ecco la prima casa, il cemento prende il posto della sterrata e presto si trasforma in asfalto. La strada scende sinuosa e costeggiamo orti e uliveti, case di campagna e ville; passiamo davanti al bel b&b “Poggio degli Ulivi” e a cavalli paciosi che pascolano in vari poderi, sempre con il lago negli occhi. Sulla dx, in lontananza, notiamo i grandi edifici del borgo di Vicarello.

Il BORGO  DI VICARELLO E LE TERME ROMANE

Sito di notevole interesse storico, conosciuto per le sue acque termali sin dall’antichità; dagli etruschi prima, e poi dai romani, che vi edificarono degli edifici termali: le Aquae Apollinares, i cui resti sono ancora visibili all’interno della tenuta poco più a monte dei sei-settecenteschi edifici del borgo. È probabile che il sito abbia avuto anche una vocazione agricola fin dai tempi antichi. Alcuni ritengono che il nome derivi da Vicus Aurelii, dal nome del presunto prestigioso proprietario, Marco Aurelio. 

Eccoci arrivati in fondo alla via, ci troviamo ora sulla provinciale che gira intorno al lago. Andiamo a sx, rigorosamente in fila indiana sui bordi della strada- rispettando il C.d.S.- per circa 200 mt.

Ora, dall’altro lato, una Via con tanto di cartelli che ci indicano il lago. Attraversiamo e prendiamo la strada che si insinua tra le recenti villette fino ad arrivare in breve al lungolago.

Davanti a noi ora si apre la vista magnifica del lago, inusualmente mosso, illuminato da un sole che si fa spazio tra le nuvole grigie; la pioggerellina sottile portata dal vento teso rende tutto piacevolmente dinamico e vitale.

Con il lago alla nostra dx ci incamminiamo sul bel lungolago, veramente lungo, percorriamo quasi due km per arrivare al centro.

13 Trevignano Romano an tipico borgo di pescatoriIl nostro sguardo abbraccia la conca lacustre e le località affacciate sulle sue acque: Bracciano, Vigna di Valle, Anguillara.

La piacevolezza della passeggiata, famosa in tutto il circondario, è data dalla presenza di numerosi alberi e piante; le case e le parecchie attività- vocate ad un turismo estivo, ma non solo-  sono discretamente affacciate sul lungolago senza essere invasive.

Sculture moderne e panchine per riposarsi e contemplare il panorama lacustre, completano la gradevolezza del luogo.

Questa bella traversata di 16 km si conclude entrando nella mitica pasticceria e le dolci prelibatezze ci inteneriscono il cuore tanto da ispirarci il titolo di questa traversata.

Mappato da Omero Walden NW group

https://www.ammappalitalia.it/oriolo-romano-trevignano-romano/

Girando La Natura

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La Via Francigena nel Lazio

FRANCIGENA

La Via Francigena nel Lazio

A piedi da Proceno a Sutri e Roma 7 giorni/6 notti con guida escursionistica e servizio di trasporto bagagli al seguito

(7 tappe a piedi, 116 km circa – difficoltà  media) 


La Via Francigena nel Lazio

Proceno e lo storico castello con il suo bel ponte levatoio, la casa torre ed il piccolo museo

Ad Acquapendente non perdete la visita alla suggestiva cripta romanica che racchiude al suo interno l’edicola del Santo Sepolcro

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Godetevi un tramonto sul lago di Bolsena/ Camminate a piedi nudi sul basolato della Via Cassia a Montefiascone/ Perdetevi nella notte nel quartiere del Pellegrino, a Viterbo/ Declamate la vostra poesia preferita nel centro dell’anfiteatro di Sutri/ Immergetevi in Piazza San Pietro al Vaticano .

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La Via Francigena nel Lazio-Nel Medioevo, la Via Francigena era la strada dei pellegrini che univa Canterbury a Roma. Dal 1994 la Via è stata riconosciuta itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

A tracciare la prima rotta dello storico itinerario fu l’arcivescovo di Canterbury Sigerico, che nel 990 si recò a Roma in visita a papa Giovanni XV e nel suo viaggio di ritorno annotò su un diario tutte le tappe in un documento oggi conservato alla British Library. Ora quel percorso di quasi mille chilometri, arricchito e ricostruito attraverso altri resoconti dell’epoca, è stato riscoperto nelle sue originarie tappe. Sono sette le regioni italiane attraversate: si parte dal Gran San Bernardo in Valle d’Aosta, passando per Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. A questo tratto si è aggiunta di recente la via Francigena del Sud, che da Roma arriva fino a Brindisi, porta per l’imbarco in Terra Santa.

Chi si mette in cammino può richiedere la “Credenziale del Pellegrino” che attesta lo status di “Pellegrino” e infine il “Testimonium” che certifica l’avvenuto pellegrinaggio.

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La Via Francigena nel Lazio, un viaggio sorprendente dal primo all’ultimo passo, fino a Roma. Entrati nel Lazio sarete accolti da Proceno, dominato dal bel castello con ancora uno dei pochissimi ponte levatoi ancora utilizzabili, per proseguire alla volta di Acquapendente. Qui  il pellegrino non può non soffermarsi nella suggestiva cripta romanica, risalente al XII secolo, che racchiude al suo interno l’edicola del Santo Sepolcro, la copia più antica rimasta in Europa dell’originale gerosolimitano. Rimarrete stupiti dalla bellezza del Lago di Bolsena e affascinati dagli antichi basolati lungo l’antica Via Cassia (ancora integri dopo 2000 anni!), avrete la possibilità di fare un bagno alle pozze di acqua calda e poi a Viterbo sarete accolti dal suggestivo centro medievale di San Pellegrino, conoscerete antiche strade etrusche e l’anfiteatro romano di Sutri, interamente scavato nel tufo, per poi raggiungere il parco di Monte Mario a Roma, dove finalmente scorgerete il cupolone di San Pietro in Vaticano.

Programma  in sintesi per gruppi 

1 giorno – 1 notte, 1 giorno di cammino Proceno-Acquapendente

Arrivo a Proceno di mattina e incontro con la guida. Breve visita al Castello di Proceno e piccola degustazione di prodotti tipici locali. Partenza alle 12:30 per Acquapendente, arrivo e sistemazione. Illustrazione del programma. Cena e pernottamento.

6 km circa – difficoltà facile, percorrenza 2 ore circa – in discesa

2 giorno – 2 notte, 2 giorno di cammino Acquapendente-Bolsena. Colazione. Pranzo al sacco. Sistemazione. Cena e pernottamento.

22,100 km – difficoltà media, percorrenza 5 ore – dislivello medio mt 260

3 giorno – 3 notte, 3 giorno di cammino Bolsena-Montefiascone. Colazione. Pranzo al sacco. Sistemazione. Cena e pernottamento.

18,300 km – difficoltà facile, percorrenza 4 ore – dislivello medio mt 433

4 giorno – 4 notte, 4 giorno di cammino Montefiascone-Viterbo. Colazione. Pranzo al sacco. Sistemazione. Cena e pernottamento.

17,700 km – difficoltà facile, percorrenza 4 ore – dislivello medio mt 510

5 giorno – 5 notte, 5 giorno di cammino Viterbo-Vetralla. Colazione. Pranzo al sacco. Sistemazione. Cena e pernottamento.

20 km – difficoltà impegnativa, percorrenza 4,30 ore – dislivello medio mt 268

6 giorno – 6 notte, 6 giorno di cammino Vetralla-Sutri. Colazione. Pranzo al sacco. Sistemazione. Cena e pernottamento.

22,500 km – difficoltà media, percorrenza 5 ore – dislivello medio mt 313

7 giorno, 7 giorno di cammino Sutri-Roma / Colazione. Partenza libera  da Sutri ed arrivo a Monte Mario (Roma) e poi in pellegrinaggio a San Pietro in Vaticano. Pranzo al sacco.

4,00 km a piedi.

Fine del Tour.

Possibilità di visite a luoghi di interesse turistico e enogastronomico in alcune delle località toccate dal Pellegrinaggio

Il cammino potrà essere soggetto a piccole variazioni di itinerario lungo il percorso e anche in riferimento ai luoghi di pernottamento, fermo restando la sequenze delle tappe

SCHEDA DEL PELLEGRINAGGIO

PELLEGRINAGGIO – La Via Francigena nel Lazio, a piedi da Proceno a Sutri e Roma

Durata: Tour 7 giorni/6 notti con guida escursionistica e servizio di trasporto bagagli al seguito (7 tappe a piedi, 116 km circa, difficoltà generalmente media) – validità dal 1 al 7 settembre 2016 – Pellegrinaggio per individuali e con raggruppamento – Età minima di partecipazione 14 anni. Minimo 30 partecipanti.

Quota pro-capite su richiesta 

Nota: i servizi di trasferimento sono effettuati con Minivan da 8 posti + conducente. Il Pellegrinaggio è accompagnato da una guida escursionistica esperta del territorio + un accompagnatore in lingua Italiana e Inglese oppure da una guida escursionistica esperta del territorio + una guida turistica in lingua Italiana e Inglese presso i luoghi di interesse turistico toccati duranti il percorso.

All ’atto della prenotazione verranno comunicate le strutture ricettive disponibili e i luoghi previsti per le cene.

La quota comprende

  • sei pernottamenti presso strutture di accoglienza turistica (ostelli, hotel, alberghi) in camera doppia e/o strutture di accoglienza pellegrina (strutture religiose) in camera doppia o camerata con bagno in comune, salvo disponibilità di servizi privati
  • visita al castello di Proceno e alla casa torre
  • 1 degustazione di prodotti tipici a Proceno
  • 6 pranzi al sacco, generalmente due panini e un frutto, preparati con prodotti tipici della Tuscia Viterbese e ¼ di acqua minerale
  • 6 cene, incluso ¼ di vino e ½ di acqua minerale, come da programma, presso le strutture di accoglienza o, ove non possibile, presso ristoranti
  • 6 colazioni presso struttura ricettiva o presso bar/caffetterie
  • servizio di trasferimento, in Minivan inteso come servizio di navetta, per la cena se prevista presso ristorante
  • servizio di guida escursionistica nella misura di una guida ogni 30 persone e un accompagnatore (in lingua Italiana e Inglese) durante tutta la durata del pellegrinaggio
  • servizio di guida turistica (in lingua Italiana e Inglese), nella misura di una guida ogni 30 persone, per visite guidate presso i luoghi di interesse turistico toccati duranti il percorso come da programma: visita  a “Viterbo ”, visita  al Parco Naturale Regionale “Antichissima Città di Sutri” (anfiteatro Romano e Mitreo)
  •  descrizione dettagliata dell’itinerario, informazioni sui luoghi di ristoro.

La quota non comprende

  • eventuale tassa di soggiorno nelle località di pernottamento
  • viaggio e trasferimento per raggiungere Proceno
  • biglietti di ingresso ai luoghi di visita, come servizi supplementari, prenotati
  • mance ed extra di carattere personale
  • tutto quanto non specificato sotto la voce “la quota comprende”

 

Servizi facoltativi su richiesta

I Week End del Pellegrino sulla Via Francigena

I Week End del Pellegrino. Sulla Via Francigena.

I Week End del Pellegrino – Sulla via del Ritorno da Viterbo a Montefiascone percorrendo l’antico cammino dei pellegrini sulla Via Francigena

1’gg Viterbo – Villa Lante – Le Terme

Il Programma del week End del Pellegrino:

I Week End del Pellegrino. Sulla via Francigena. -Visita di Viterbo, città ricca di monumenti di ineguagliabile splendore. Il Palazzo Papale, la Cattedrale, il quartiere medioevale di San Pellegrino, il Palazzo dei Priori, le Chiese e tutti i monumenti, seppure costruiti in epoche diverse, coesistono armoniosamente in un centro storico ancora ben conservato. Pranzo libero e si prosegue per Bagnaia che fu per lungo tempo luogo di villeggiatura di nobili signori e di importanti prelati. Visita ai Giardini all’Italiana di Villa Lante, voluta dal card. Giovanni Francesco Gambara su disegno del Vignola, splendido esempio di residenza cinquecentesca, arricchita dai meravigliosi Giardini all’Italiana con fontane e giochi d’acqua.Pranzo libero. Trasferimento libero alla piscina termale. La monumentale piscina termale è scoperta (un tunnel coperto e riscaldato consente l’accesso in vasca direttamente dagli spogliatoi). La vasca ha una profondità massima di 3 metri, è alimentata esclusivamente con acqua termale della sorgente Bullicame ed ha una temperatura media di 33°. In serata trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Villa Lante di Bagnaia
Villa Lante

2′ gg Viterbo Montefiscone – Accompagnati da una guida naturalistica.

Montefiascone – Siamo nel Lazio settentrionale (Vt Tuscia) da secoli punto di passaggio di viandanti e pellegrini che per motivi di sicurezza preferivano un cammino lontano dalle coste. Da Montefiascone si percorrono gli ultimi gli ultimi 100 km del Cammino della Via Francigena che portava i pellegrini a Roma. E’ il comune più alto della provincia di Viterbo, già colonizzato dagli Etruschi che lasciarono nella zona molte testimonianze. Nel periodo che risale alle invasioni barbariche il paese e’ costretto a rafforzare le difese ambientali con opere murarie, viene cosi eretta una grande e possente Rocca con alte mura, all’interno della quale si riparano anche gli abitanti delle campagne. Montefiascone diventa meta privilegiata di papi che, costretti a fuggire dalla Roma assediata, la scelgono come meta del loro esilio. Questa assidua presenza di personalità ecclesiastiche trasforma ben presto Montefiascone una Sede Vescovile (1369).

piedi di camminatori

Alcune informazioni utili

Prima colazione in hotel e partenza a piedi per la città di Montefiascone. a piedi lungo la Via Francigena.

Appuntamento a Piazza del Plebiscito a Viterbo alle ore 09,00 Da Piazza del Plebiscito di Viterbo prendiamo Corso Italia, arriviamo a Piazza delle Erbe e andiamo sempre avanti per il corso. Giunti a Piazza Verdi svoltiamo a sinistra per Via Matteotti, verso Piazza della Rocca. Lentamente ci allontaniamo dal centro storico e lungo il percorso passeremo accanto alle Terme del Bagnaccio e uno splendido tratto di basolato romano, l’Antica Via Cassia

Quota a persona: € 65,00

Difficolta E

Km. 18

Durata 5 ore

Lungo il percorso pranzo al sacco fornito dall’albergo. Nel pomeriggio rientro da Montefiascone a Viterbo in bus. Fine dei servizi.

SERVIZI COMPRESI NEL PACCHETTO TURISTICO : Minimo : 15 paganti

La quota comprende:1 guida ambientale per il percorso della Via Francigena, sistemazione in hotel ¾ stelle, 1 notte 2 gg in camera doppie/matrimoniali con servizi privati, 1 pensione completa dalla cena del primo giorno al pranzo al sacco, Iva.

La quota non comprende:Trasferimenti e trasporti, ingressi, guide extra e tutto ciò non indicato nella quota comprende, extra di carattere personale e bevande.

Supplementi su richiesta:

Singole

Bevande

Guida Turistica

Pranzi extra

Riduzioni: triple/quadruple