Monterano, la più affascinante città morta del Lazio - e forse d'Italia - è arroccata su un'altura tufacea incisa dai fiumi Mignone, Bicione e Fosso della Palombara. Fu un fiorente borgo con ben tre chiese, granai, una scuola, tre porte di accesso alla città, un convento e un possente palazzo nobile: quello della superba famiglia Altieri.
LA RISERVA
La Riserva Naturale Regionale Monterano si propone naturalmente ai visitatori con il suo antico borgo e con la varietà e la bellezza degli ambienti naturali che colpiscono e lasciano incantati, sia per la ricchezza naturalistica, sia per la forte presenza storica, amalgamando il tutto in una miscela culturale intensa e variegata. Un luogo di infinite attrattive, richiami e curiosità che si susseguono senza sosta passando da quelle storico-archeologiche, alle faunistiche fino a quelle artistiche e naturali con una leggerezza e una disinvoltura senza eguali.
Cascate d'acqua, castelli turriti, singolari emergenze termominerali, ciclopiche rocce antropomorfe, testimonianze etrusche evocano nella mente immagini di un passato segreto, che si unisce alle rarissime specie animali e vegetali.
Cuore pulsante della Riserva rimane ancora oggi, a dispetto del degrado causato dal tempo, dell'abbandono, dei saccheggi delle truppe degli invasori napoleonici, l'antico borgo di Canale Monterano. Di epoca medioevale e barocca è uno tra i borghi diruiti più belli d'Italia.
Qui il Bernini ebbe massima libertà di espressione della sua arte creativa, ridisegnando l'antica fortezza Monteranese trasformandola in uno dei più suggestivi palazzi del territorio, creando un sottile intreccio di simbolismi ed effetti scenici tra cui su tutti svettano sovrani la fontana del leone e il magnifico convento di San Bonaventura.